A cura di D. Maccagni e G. Villa

L’origine del nostro Istituto è un gruppo di ricerca attivo sin dai primi anni ’60 nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano. Il gruppo era guidato da “Beppo” Occhialini e “Connie” Dilworth e comprendeva Livio Scarsi, Gianni Degli Antoni, Giuliano Boella, Cesare Perola, Giorgio Sironi, Oberto Citterio. Poteva contare su un laboratorio di elettronica ed un officina meccanica, entrambi con ottimi tecnici (Piero Inzani, Aldo Igiuni, “Pluto” Franchini, Alberto Rancati, Bruno Falconi, Renato “va giò, va giò, che gh’è pulpa” Ballerini, Nino Dell’Era, Enrico Mattaini, Andrea Bussini) per costruire strumenti da far volare su palloni e piccoli razzi per studiare I raggi cosmici. Con l’avvento dell’era spaziale e dell’opportunità di mettere gli strumenti a bordo dei primi satelliti europei, il gruppo si ingrandì e gli interessi scientifici si ampliarono fino ad includere gli elettroni ed i positroni cosmici, i raggi gamma, i neutroni solari, le radiosorgenti e l’informatica, ai quali presto si aggiunsero osservazioni nell’UV, nell’IR e nel visibile, il tutto di pari passo con sviluppi tecnologici.

La componente elettronica dei raggi cosmici fu studiata con due esperimenti a bordo dei satelliti europei HEOS-1 e HEOS-2: S79 e S-209. I principali risultati scientifici riguardarono l’accelerazione e la propagazione degli elettroni nella corona solare e durante I brillamenti solari. I raggi gamma furono studiati con S88, un esperimento a bordo di un altro satellite europeo, TD-1, la cui camera a scintilla sarebbe diventata il prototipo di quella che volò su COS-B.

Per tutti gli anni ’70, le principali caratteristiche del gruppo erano la presenza di ricercatori stranieri (John Bland, Constantinos Paizis, Anthony Dean, Martin Turner), le collaborazioni internazionali, principalmente con Saclay e lo MPE, e le affiliazioni dei componenti che andavano dall’università, al INFN e al CNR. Con il coinvolgimento in parecchi progetti su palloni e nello spazio si presentò la necessità di disporre di più spazio di quello che il Dipartimento di Fisica poteva mettere a disposizione e di poter assumere giovani laureati: la soluzione si presentò con l’istituzione da parte del CNR del Laboratorio di Fisica Cosmica e Tecnolgie Relative (LFCTR). I giovani furono assunti ed era abitudine mandarli all’estero per un certo periodo ( Aldo Treves al MIT, Nanni Bignami al Goddard, Dario Maccagni a Cambridge UK, Gabriele Villa a Leicester, Massimo Tarenghi in Arizona, Peppo Gavazzi a Leida). Per quanto riguarda lo spazio, un piccolo gruppo guidato da Connie comprendente alcuni teorici (Aldo Treves, Laura Maraschi e Cesare Reina) ed i ricercatori più coinvolti nell’analisi dati si traferirono prima in un appartamento in affitto ed in seguito nel “capannino”, un nuovo piccolo edificio nel cortile del Dipartimento di Fisica. Nel frattempo si cercava una nuova sede e quando fu finalmente individuata in via Bassini, Beppo e Connie si ritirarono e Giuliano Boella fu nominato Direttore del LFCTR, che nel frattempo era diventato un Istituto (IFCTR).

Nei primi anni ’70, Beppo disse: “L’astronomia IR è appena agli inizi, qualunque cosa si faccia sarà importante”. E nacque il TIRGO (Telescopio IR al Gornergrat) a cui si dedicarono Citterio, Paolo Di Benedetto e l’officina meccanica.

Fu iniziata una collaborazione con l’Università di Leicester per cercare gli ammassi di galassie nei dat di Ariel V.

Nanni Bignami scoprì un’intrigante sorgente di raggi gamma che chiamò Geminga mentre COS-B produceva la mappa del piano galattico in raggi gamma.

Riccardo Giacconi (che era stato uno studente di Beppo) ci fece visita e ci invitò a sottoporre proposte di osservazione allo Einstein Guest Observer Program: Dario Maccagni con Massimo Tarenghi scoprirono una nuova classe di sorgenti di raggi X, gli oggetti BL Lac, di cui si studiarono gli spettri d’energia e la variabilità temporale. In seguito questo primo campione di sei oggetti fu allargato usando il tempo garantito su Exosat.

Gli anni ’80 videro importanti progressi in astronomia gamma ed X COS-B, Exosat, XMM, BeppoSax) ed in informatica. In quegli anni Guido Chincarini divenne direttore dell’Osservatorio di Brera e quando Enrico Tanzi fu a sua volta nominato direttore dell’IFCTR si crearono forti legami fra le due istituzioni. Molti si spostarono: Perola all’Università di Roma, Sironi all’Università di Milano, Tarenghi ad ESO, Bignami all’Università di Cassino, Maraschi, Gavazzi e Citterio a Brera, dove le opportunità di carriera erano migliori. Arrivarono anche nuovi ricercatori all’IFCTR, in un primo tempo Patrizia Caraveo e Lucio Chiappetti, quindi Sandro Mereghetti, Bianca Garilli, Monica Alderighi e Marco Bersanelli. In collaborazione con Sironi, Bersanelli diede il via alle ricerche sulla CMB in seno all’Istituto, in vista di quello che sarebbe poi diventato Planck.

Quando l’Italia entrò in ESO e le ottiche attive dovevano essere il valore aggiunto alla costruzione di NTT, Citterio e Mattaini progettarono e realizzarono il sistema di attuatori del prototipo dello specchio di 1 metro di diametro, specchio che ora si trova al Deutsche Museum di Monaco.

Fu anche l’epoca dei grandi esperimenti in pallone realizzati da Francesco Perotti e Gabriele Villa: i raggi gamma degli AGN furono studiati con MISO (Milano-Southampton, anche noto come Gamma-10) lanciato più volte da Palestine, Texas e i raggi X duri di AGN e sistemi binari con una lunga serie di lanci di X-Pallas, lanciato sia da Palestine che da Trapani Milo.

Ci furono importanti sviluppi tecnologici con ricadute industriali: la tecnica di elettroformatura per produrre gli specchi ad incidenza radente dei raggi X e le antenne corrugate furono sviluppata nella nostra officina meccanica e poi passate alle industrie che avrebbero prodotto gli specchi diBeppoSax e le antenne di Planck LFI.

Per la fine degli anni ’90 l’astronomia X  era al top con BeppoSax e XMM-Newton. In quegli stessi anni, il nostro istituto dava anche un importante contributo alla realizzazione dei satelliti per astronomia gamma INTEGRAL  e Agile, lanciati rispettivamente nel 2002 e  2007 e tuttora pienamente operativi. Nello stesso tempo, la partecipazione alle prime redshift surveys portarono da un lato allo sviluppo di software astronomico, e dall’altro in un ruolo importante nella costruzione di uno spettrografo multioogetto (VIMOS) e nelle surveys realizzate con questo strumento (VVDS Wide e Deep, zCosmos, VUDS, Vipers, e VANDELS). L’IFCTR, che era stato precedentemente unificato con altri tre Istituti del CNR a Bologna, Roma e Palermo, e diventato di nuovo indipendente come IASF Milano, era pronto a confluire nell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)nel 2005.

Cronologia

  • Nel 1923 viene fondato il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
  • Negli anni 1962-63 il CNR creò il GIFCO (Gruppo Italiano Fisica Cosmica) e il GNA (Gruppo Nazionale Astronomia) con Sezioni a Torino, Milano, Roma.
  • Nel 1969 le sezioni del GIFCO diventano laboratori del CNR: Laboratorio di Cosmogeofisica a Torino, Laboratorio di Fisica Cosmica e Tecnologie Relative (LFCTR) a Milano con una Sezione distaccata a Palermo, Laboratorio Tecnologie e Studio delle Radiazioni Extraterrestri (LaboratorioTeSRE) a Bologna, Laboratorio di Astrofisica Spaziale (LAS) e Laboratorio di Fisica dello Spazio Interstellare (LFSI) a Roma. Giuseppe Occhialini venne ovviamente nominato direttore del LFCTR.
  • Nel 1981 la Sezione Palermitana dello LFCTR divenne un Laboratorio indipendente: il Laboratorio di Fisica Cosmica con Applicazioni di Informatica (LFCAI) con direttore Livio Scarsi.
  • Pochi anni dopo i Laboratori divennero Istituti e Giuliano Boella direttore dell’IFCTR.
  • Nel 1992, l’Istituto di Milano fu rinominato, in onore dello scomparso Prof. Occhialini e divenne Istituto Fisica Cosmica (IFC)-G. Occhialini. Pochi anni dopo Enrico Tanzi sostituì Boella alla direzione.
  • Con il decreto legislativo n.296 del 23 luglio 1999, viene creato l’INAF (Istituto Nazionale AstroFisica) che raggruppa i 12 Osservatori Astronomici distribuiti sul territorio, con Presidente il Prof. G. Setti (fino al 2003).
  • Nel Gennaio 2002 a seguito di una profonda ristrutturazione del CNR, i quattro Istituti IFC Milano, ITESRE Bologna, IAS Roma e IFCAI Palermo divennero un solo Istituto, lo IASF (Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica) con sede a Roma presso il “vecchio” IAS e tre Sezioni distaccate a Milano, Bologna e Palermo. Direttore dello IASF unificato fu nominato Gabriele Villa.
  • Nel 2003 a seguito di una riforma della ricerca voluta dall’allora Ministro della Ricerca Letizia Moratti, iniziano le procedure di distacco dello IASF dal CNR per confluire nel nuovo INAF (Istituto Nazionale AstroFisica) assieme ai dodici Osservatori.
  • Il primo Settembre del 2005, si completa il passaggio dello IASF dal CNR all’INAF e le quattro sezioni dello IASF ridivennero quattro Istituti indipendenti, e il “vecchio” Istituto IFC-G. Occhialini divenne IASF-Milano con direttore DarioMaccagni.
  • Nel 2011 Patrizia Caraveo prese il posto di Maccagni che andò in pensione.
  • Infine nel 2017, alla scadenza dei mandati di Caraveo, Bianca Garilli divenne direttore dello IASF Milano.

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Pagina gestita da Direttore Ultima modifica: 25-11-2019