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L'UNIVERSO INVISIBILE

La missione Glast

Osservazione di AGN con GLAST

simulazione di come GLAST osserverà l´ammasso di galassie nella VergineGLAST permetterà di sondare la fisica dei getti relativistici presenti in questi oggetti e consentirà, grazie alle sue notevoli prestazione, di ottenere spettri gamma dei nuclei galattici attivi sia che vengano rivelati in stato di quiescenza, sia che si trovino in stato di violenta attività. Alcune osservazioni effettuate con EGRET sulla galassia attiva catalogata come PKS 0528+134 suggeriscono che le galassie attive violentemente variabile presentino uno spettro pi&łgrave duro (p&łgrave ricco di fotoni energetici) durante i periodi di intensa attività rispetto alla fase quiescente. Uno dei compiti di GLAST sarà proprio quello di verificare se PKS 0528+134 è un caso isolato o se si tratta di una proprietà comune a tutti i Blazars, in particolare la forma assunta dallo spettro durante la fase attiva potrà essere utile per capire il meccanismo fisico responsabile dell´emissione. simulazione di come GLAST osserverà l´ammasso di galassie nella VergineLa risoluzione temporale di cui disporrà GLAST consentirà inoltre di migliorare la stima del parametro Doppler della sorgente collassata, permettendo anche di verificare i diversi modelli proposti per spiegare una tale variabilità. GLAST potrebbe anche scoprire nuove classi di oggetti extragalattici. Una sorgente scoperta con EGRET sembra infatti coincidere con la radiogalassia Cen-A che, sulla base di osservazioni effettuate nella riga di emissione dell´ OIII, potrebbe essere un Blazars disallineato. Naturalmente sarà compito di GLAST verificare tale ipotesi.

 

Interpretazione cosmologica dei Blazars che GLAST osserverà

EGRET ha rilevato pi&łgrave di 70 Blazars con z compreso tra 0,03 e 2,3. Lo scopo di GLAST è quello di osservare alcune migliaia di galassie attive, spingendosi ad osservare oggetti pi&łgrave lontani. L´obiettivo è quello di arrivare a z maggiori per ricostruire, a partire dall´attività rivelata, l´evoluzione di questi oggetti per poi confrontare i risultati con quanto sappiamo sull´evoluzione delle radiogalassie e dei tassi di formazione stellare. La grande area sensibile del rivelatore consentirà di misurare gli spettri dei blazars fino ad energie molto elevate alla ricerca del ginocchio dell´emissione da questi oggetti, cioè dell´energia oltre alla quale non si rivelano pi&łgrave fotoni. Tale soglia non è dovuta ad un processo fisico presente nei nuclei galattici attivi ma è prodotta dall´interazione tra un fotone gamma di elevata energia con fotoni infrarossi della radiazione di fondo ed ha come conseguenza l´annichilazione dei due fotoni che formano una coppia elettrone-positrone (interazione fotone-fotone).

 

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